martedì 26 novembre 2013

200 donne in Piazza della Repubblica a Terni hanno levato alto come un rombo di suono il proprio grido di protesta!


LIBERTA'
VIVERE  
GIUSTIZIA
RISPETTO
DIGNITA'
DIRITTI
AUTODETERMINAZIONE
194
FELICITA'
PROTAGONISMO
RAPPRESENTANZA
LAVORO
CORAGGIO
AMORE
SORELLANZA
CONDIVISIONE
RIVOLUZIONE
SCIOPERO


Gridiamole tutti i giorni e lottiamo per averle sempre garantite nella nostra vita e in quella di tutte le donne!

Foto di Raffaella Mossa, Corriere dell'Umbria, Chiara Passarella, Valentina Galluzzi, Silvia Mencali 
Video Redazione Umbria 24













INTERVENTO DELL'ASSOCIAZIONE TERNI DONNE AL CONSIGLIO COMUNALE DEL COMUNE DI TERNI - 25 NOVEMBRE 2013




 
Abbiamo iniziato la nostra attività come Rete di Donne nel 2009 quando come associazioni, gruppi informali e singole cittadine ci siamo incontrate nell'ambito del progetto Donna Sempre del Comune di Terni. Il 16 dicembre 2009 abbiamo organizzato e partecipato ad un Consiglio Comunale Aperto in cui è stato votato un atto d’indirizzo per contrastare la violenza sulle donne che prevedeva l'istituzione nella nostra città di uno spazio dedicato alle donne denominato Casa delle donne e di un Centro antiviolenza. Nell'Aprile 2010 abbiamo organizzato un’Open Space, al quale hanno partecipato più di 100 donne, per confrontarci, individuare obiettivi comuni ed iniziare a costruire insieme la Casa delle Donne, luogo fortemente voluto da tutte e concepito da sempre come risposta ad una serie di necessità, bisogni e problematiche delle donne.

Nel 2011 abbiamo tenuto un secondo Open space per determinare le modalità organizzative della nostra rete, individuando settori di attività, organizzando le partecipanti in gruppi capaci di intessere rapporti sul territorio, organizzare e comunicare gli eventi, partecipare alle iniziative sulle tematiche di genere e non solo nel nostro territorio.
Seguono così due anni di fervente attività: apertura di spazi di confronto e di protagonismo femminile, azioni di sensibilizzazione della città su tematiche importanti quali la violenza di genere, la violenza domestica su donne e bambini, il femminicidio, iniziative culturali, partecipazione ed organzzazione di convegni, incontri con altri soggetti della rete anche extra-territoriale e molto altro ancora.
Dopo aver realizzato diverse attività, nel 2012 abbiamo sentito il bisogno di dare una veste più formale e democratica alla rete e così abbiamo deciso di costituirci nell'Associazione di Promozione Sociale “Terni Donne”, associazione che oggi a nemmeno un anno dalla costituzione conta circa 100 socie.
La nostra città merita che la voce delle donne sia una voce autorevole e forte in grado di rappresentare diverse generazioni, sensibilità, opinioni, tematiche, bisogni e desideri ed è quello che ci prefiggiamo di continuare a fare con la costituzione dell'associazione in modo sempre più qualificato e forte.  Dall'inizio la rete ha avuto un obiettivo chiaro che rimane ancora valido: la nostra città merita una Casa delle Donne in cui si possano agire relazioni e attività differenti, in cui si possa dare forma all'alternativa di genere, in cui donne di diverse generazioni e di differente provenienza possano incontrarsi e far nascere esperienze significative, in cui ognuna si riconosca nell'altra e possa contemporaneamente valorizzare la propria individualità, in cui sia libero l’accesso per ogni individio che voglia scegliere una vita libera da stereotipi e luoghi comuni.  In questi anni Terni Donne ha continuato a dar vita a laboratori, attività ludico-culturali quali scambio di oggetti per l'infanzia, scambio di libri, istituzione della biblioteca di genere, servizio di orientamento contro la violenza, esperienze di incontro e scambio di saperi artigianali,etc.., convegni, presentazione di libri, spettacoli teatrali, eventi di piazza mondiali, manifestazioni pubbliche contro il femminicidio e in difesa della 194.  L'obiettivo, come dicevamo dunque, è chiaro, ottenere uno spazio per costruire la Casa delle Donne, l'orizzonte culturale nel quale ci muoviamo è quello della libertà di essere, muoversi, vivere, agire consapevolmente e responsabilmente, quello della libertà di scelta per ognuna.  Quello che ci manca sono i mezzi, ed è anche per questo che oggi siamo qui ancora una volta a distanza di 4 anni a chiedere al sindaco, alla giunta e a voi consiglieri e consigliere comunali, di far fronte agli impegni assunti nel 2009 con l’atto di indirizzo n. 179 del 21/12. La creazione della Casa delle Donne come luogo di servizio per la comunità, centro culturale e sociale che abbia l’obiettivo non solo di contrastare la violenza che spesso subiscono le donne, i femminicidi intesi nel senso più autentico della parola (ovvero la violenza sulle donne in quanto tali compresa la discriminazione e l’esclusione), ma anche di istituire uno spazio in cui le donne possano essere ben visibili, protagoniste e a servizio della comunità e delle altre donne, perchè tutte si sentano libere di vivere la propria vita, e di rivendicare rispetto, dignità, lavoro, condivisione. Una trama composita, colorata, fatta di persone, di volontà, di collaborazioni viene tessuta per offrire alle donne di Terni e alle loro famiglie uno spazio aperto e multifunzionale, sereno e propositivo in cui dar corpo alle capacità di ognuna, creare interazioni e offrire servizi che migliorino la vita.
La casa delle donne sarà un luogo di incontro, di scambio, di crescita, di auto-mutuo aiuto, di divertimento, di collaborazione, di contrasto al fenomeno dell'esclusione sociale e della discriminazione.
Tra le attività individuate dalla rete e dalle socie ci saranno:
  • Corsi di formazione e scambio di saperi e conoscenze
  • Mappatura dei servizi, degli spazi, delle opportunità del territorio
  • Gruppi di auto-mutuo aiuto, una rete di donne attive ed in grado di supportare le altre a titolo volontario
  • Creazione di una Banca del tempo
  • Consulenze mirate e gratuite offerte da professioniste in ambito sanitario, legale, occupazionale, educativo
  • Costante attività di sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni locali su tematiche quali cultura di genere, contrasto e prevenzione dei fenomeni di violenza, maternità,genitorialità,educazione sessuale consapevole, arte e artigianato, cultura in generale, etc...
  • Attività ricreative e ludiche per stare insieme e socializzare: cene, feste, letture, cineforum,cucina,spettacoli e , ancora, mercatini e scambi di oggetti usati per chi è in difficoltà e per promuovere uno stile di vita sobrio, ma felice.
- spazio laboratoriale/performativo: dagli open spaces è sempre emersa la necessità di creare uno spazio trasformabile in cui poter dar vita a laboratori e performance, scambio delle professionalità e delle competenze, come danza, recitazione, laboratorio sartoriale, linguaggio del corpo, yoga, tai chi, laboratori artigiani, etc...
- spazio aggregativo: configurare uno spazio in cui è possibile ritrovarsi, fare due chiacchiere, prendere un caffè, dare spazio alle idee, brainstorming, etc... Questo spazio avrà delle sedute (divanetti/ sedie/poltrone) qualche tavolinetto, alcune attrezzature per preparare caffè, tè, spuntini, etc
- spazio genitorialità/maternità: ci sarà uno spazio in grado di accogliere i bambini per permettere alle mamme di usufruire della struttura e delle attività senza dover trovare una soluzione alternativa per lasciare i propri figli. In questo spazio si è immaginato un luogo in cui i bambini autonomamente possano giocare, interagire tra loro e crescere.
- laboratorio informatico: ci verranno donati una decina di pc fissi con monitor che vorremmo mettere a disposizione delle donne dando anche la possibilità di imparare ad usare le nuove tecnologie attraverso lo scambio dei saperi. Questo laboratorio sarà anche utile al gruppo comunicazione per poter espletare al meglio le operazioni di comunicazione che tutte reputiamo necessarie ed imprescindibili.
- ufficio/segreteria
- spazio dedicato all'ecologia, a riutilizzo, al riciclaggio, alla raccolta differenziata: in questo spazio si rifletterà insieme su come riutilizzare, si imparerà a differenziare in un'ottica di risparmio e di salvaguardia dell'ambiente.
- spazio vestiario/beni infanzia: dallo scorso novembre abbiamo ideato lo “scambio” di vestiti, giocattoli, beni infanzia e abbiamo tantissimi vestiti per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni in ottime condizioni, nuovi ed alcuni ancora con il cartellino, perciò allestiremo uno spazio dedicato a questa raccolta, senza fare uno “scambio” ma mettendo tutto a disposizione di chiunque ne avesse bisogno, volontà condivisa all'unanimità dalla nostra assemblea.
Abbiamo raccolto moltissime lettere d’interesse a sostegno del nostro progetto da parte di moltissimi soggetti non solo del nostro territorio:
La casa internazionale della donna di Roma, la Cooperativa Befree di Roma, il soroptimist international club di Terni, la Fidapa di Terni, Ass. Civiltà Laica, Ass. Demetra, Coop. Monimbò Terni e Perugia, Comitato 8 Marzo di Peruga, Arci ora d’aria, Ass. E se Domani, Arci Ora d'Aria e molte altre ancora.
In molti casi di femminicidio tante donne rinunciano a denunciare i propri compagni di vita proprio perchè dipendono da loro economicamente; l’impossibilità di avere un lavoro “rinchiude” le donne in casa, le isola. L’isolamento le espone alla violenza. Questo argomento è legato a doppio filo con la questione della attuale crisi economica: i tagli nel mondo del lavoro hanno visto come principali vittime le donne, soprattutto in Italia, paese in cui le disparità tra i generi sono più evidenti e marcate.
Questa crisi sta avendo conseguenze non solo sul lavoro retribuito ma anche su quello non retribuito. Da una parte, infatti, nelle situazioni di disoccupazione le famiglie tentano di mantenere il livello di benessere precedente a scapito di un maggiore impegno nel lavoro domestico, dall’altra i tagli alla spesa tendono a far slittare, in modo invisibile, alcune spese dal settore pubblico alla sfera privata. E, come possiamo immaginare, l’aumento del lavoro in famiglia si traduce, normalmente, in più lavoro per le donne.
L'occupazione femminile paga un prezzo pesante. Nonostante il livellamento verso il basso dei differenziali di occupazione e salari, l'integrazione della componente femminile nel mercato del lavoro si è ridotta.La crisi ha rafforzato le differenze nell’accesso ai diritti. Mentre la disoccupazione e l'occupazione atipica si sono ampliate, l’accesso da parte delle donne ai diritti fondamentali, come ad esempio le prestazioni di maternità, si è ridotta.
Questa situazione di crisi oggettiva, insieme alla recrudescenza di una cultura sessista e maschilista nel nostro paese che mal si concilia con il desiderio di libertà e di riappropiazione della propria vita che molte donne manifestano fa sì che sempre più le donne siano esposte a situazioni di pericolo alle quali lo Stato, nonostante l’approvazione di leggi spot (vedi la legge sul femminicidio), non riesce a trovare soluzioni idonee, non si fa carico dell’incolumità delle donne e per questo può essere ritenuto colpevole di femminicidio tanto quanto gli uomini maltrattanti.
Quello che serve per contrastare la violenza è promuovere la visibilità delle donne, il loro pensiero, la loro libertà, cambiare prospettiva culturale e politica, incentrare l’azione delle istituzioni sulla realizzazione della felicità delle comunità. Smettere di pensare che le donne debbano essere rappresentate in organismi separati, smettere di cooptare e di servirsi delle donne per riempire buchi o lavarsi la coscienza, finanziare i servizi antiviolenza gestiti dalle associazioni di donne, liberarsi di preconcetti ideologici e varare leggi di vera cittadinanza di genere, senza far pagare alle donne e far passare sui loro corpi equilibrismi politici salva-maggioranza.
Questo pensano le donne! E questo oggi ci sentiamo di dire a questo consiglio comunale e a questa giunta che, si può dire abbia aperto la sua attività con un atto importante di riconoscimento di un problema, e che vorremmo la chiudesse, dopo quattro anni, non con altre parole, che non bastano più, ma con atti altrettanto importanti!
Le parole non bastano più, per questo quest’anno in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo deciso di aderire alla manifestazione nazionale dello “Sciopero delle donne” e per questo oggi pomeriggio saremo in Piazza della Repubblica a gridare LIBERTA’ e ad agire un SCIOPERO, uno sciopero in segno di protesta e di rivoluzione, perchè siamo convinte che solo una rivoluzione culturale potrà restituire alle donne la loro legittima libertà.
Incroceremo le braccia dunque in segno di protesta: Sciopero!
 Questo percorso alimentato dai desideri di tante donne, un percorso di rete che abbraccia l'esperienza di associazioni e gruppi informali non si è mai arrestato nonostante le evidenti difficoltà dovute alla mancanza di una sede operativa e di un riconoscimento formale da parte delle istituzioni di servizio per le donne della nostra città.

La case delle donne conterrà i seguenti spazi:

- centro documentazione di genere: questo spazio avrà al suo interno varie sezioni: una biblioteca di genere, una biblioteca per lo scambio dei libri, un centro di documentazione dell'artigianato artistico femminile (curato dall'ass. I semi del sapere), etc.. Nel nostro territorio c'è molto materiale dedicato sparso in vari luoghi individueremo delle persone che si incaricheranno di reperire tutto questo materiale e convogliarlo nella nostra casa .


 Il vuoto, la mancanza, l'assenza delle donne nei vari contesti istituzionali (lo vediamo anche qui nel Consiglio Comunale e nella Giunta), nei contesti culturali, economici e pubblici, l'esclusione, la marginalizzazione, l’isolamento delle donne dai luoghi destinati all'assunzione di decisioni e responsabilità sta determinando nel nostro territorio e nella nostra comunità un'involuzione sociale e culturale e le prime a farne le spese sono proprio le donne. L'associazione è uno strumento che ci siamo date per accordare le nostre voci sulla stessa tonalità per poi amplificarla e diffonderla in modo da essere esempio e aiuto per le altre donne e spronarle a prendere la parola ed assumere un ruolo più attivo e da protagoniste nelle loro vite e nelle relazioni con gli altri. 














lunedì 28 ottobre 2013

25 NOVEMBRE 2013

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne Terni Donne, come ogni anno, scende in piazza per focalizzare l'attenzione della città di Terni su tale tematica.
Anche quest'anno abbiamo deciso di scendere in piazza e levare alta la nostra voce contro il femminicidio e contro l'inadeguatezza delle istituzioni nell'affrontare il problema. Le misure previste dal cosiddetto "decreto contro il femminicidio", infatti, sono inadeguate a contrastare la violenza maschile contro le donne e sono ben lontane dal dare attuazione alla Convenzione di Istanbul. Ancora una volta la violenza maschile contro le donne viene considerata un problema preminentemente di ordine pubblico e non culturale e sociale qual è.

Terni Donne ha aderito allo sciopero delle donne, sciopero nazionale indetto da un appello lanciato in rete il 14 Giugno scorso che ha raccolto, fino ad ora, più di 1300 adesioni di cui riportiamo anche un estratto: 
"Siamo convinte che solo un'azione forte possa indurre il nostro Paese a una riflessione seria sulle relazioni tra i generi, sul potere e le sue dinamiche di sopraffazione.
Uno "Sciopero" generale e generalizzato contro il femminicidio per ridare peso alla politica delle donne, riprendere in mano le pratiche e i percorsi dei femminismi che in questi anni hanno lavorato sulle molteplici forme della violenza e dare un segnale chiaro e inequivocabile riconoscendo che solo una Cultura antirazzista, antifascista e non sessista può produrre un nuovo modo di pensare e vivere le relazioni fra i sessi.
Uno "Sciopero" che affermi di un nesso imprescindibile fra lavoro/cura/precarietà/reddito, rivendica la maternità come una scelta, rifiuta il ricatto delle dimissioni in bianco e afferma che anche la salute del corpo delle donne è un diritto che non può essere in balìa di ideologiche e strumentali obiezioni.
Uno "Sciopero" che chiede che non venga mai meno il rispetto per le differenze, la laicità dello Stato e la lotta contro tutti i fondamentalismi etici, religiosi e politici e che chiede piena cittadinanza per le donne migranti che vivono nel nostro Paese in nome di una Cultura laica dell'accoglienza, della condivisione e della solidarietà.
Uno "Sciopero" che pretende dalle istituzioni, dai mass media e dalla società tutta che si facciano carico della quotidiana ed inesorabile furia omicida contro le donne che non accenna neanche per un giorno a fermarsi perché frutto di una Cultura, violenta e sessista.
Uno "Sciopero", infine, come azione profondamente politica, la sola che può restituire il diritto alla felicità che tutt@ ci meritiamo.
Aderisci allo "Sciopero" delle donne per un mondo più giusto da consegnare alle future generazioni e agli uomini che saranno loro accanto"
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A Terni proponiamo di mettere in atto alcune azioni dimostrative che prendono spunto dall'appello sopra riportato:

Innanzitutto proponiamo un'azione individuale ovvero quella di appendere, ognuna alle proprie finestre, un drappo rosso in segno di protesta e scattare una foto da mandarci.

In secondo luogo proponiamo di ritrovarci in Piazza della Repubblica davanti alla BCT con indosso un paio di guanti rossi; ci disporremo in ordine sparso su tutta la piazza mentre partirà la canzone Sciopero; appena finirà la canzone ci metteremo tutte a braccia conserte per 5 minuti, in silenzio. Il silenzio verrà poi rotto da una di noi che griderà la parola LIBERTÀ che poi verrà ripetuta da tutte le altre, poi un'altra parola, sempre ripetuta, poi un'altra e cosi via.
Alla fine della lista partirà una canzone che segnerà la fine della performance.
Le parole d'ordine che grideremo si ispirano all'appello.
Chi volesse proporre una parola da gridare in piazza può inviare una mail a ternidonne@gmail.com

***Per chi non avesse un drappo rosso e i guanti rossi stiamo provvedendo all'acquisto di un rotolo di TNT (tessuto non tessuto) rosso che taglieremo in due misure e i guanti che tingeremo:
Drappi:
80x100 (misura piccola)
160x100 (misura grande)

Vi chiediamo un piccolo contributo per l'acquisto del materiale:
5 euro: drappo grande e 1 paio di guanti di cotone rossi
3,5 euro: drappo piccolo e 1 paio di guanti di cotone rossi
1 euro: 1 paio di guanti di cotone rossi.

Vi preghiamo di indicarci il numero di drappi che volete prendere e quante paia di guanti inviando una mail a ternidonne@gmail.com e lasciandoci un recapito telefonico (vi indicheremo poi il luogo e il giorno in cui sarà possibile ritirare il proprio drappo) entro il 4 Novembre p.v.

Stiamo anche pensando di creare un'istallazione con quante più possibili paia di scarpe da donna rosse, così come avviene ormai da mesi in diverse città di Italia.
Ci aiutate a reperirne tantissime?

Vi chiediamo di fare passa parola e cercare di coinvolgere più persone possibili!

Per informazioni, proposte e collaborazioni vi invitiamo ad inviarci una mail a ternidonne@gmail.com

Grazie e a presto!


mercoledì 25 settembre 2013

Convegno Convenzione di Istanbul e media

Ieri 23 Settembre 2013 Terni Donne ha assistito presso Palazzo Giustiniani in Roma, l' importantissimo convegno "La convenzione di Istanbul e i media", promosso dalla vicepresidentessa del Senato Valeria Fedeli, durante il quale sono intervenuti Pietro Grasso, presidentessa del Senato, Laura Boldrini, presidentessa della Camera, Anna Maria Tarantola, presidentessa Rai, Mario Calabresi, direttore de La Stampa, Massimo Giannini, vice direttore de La Repubblica, Barbara Stefanelli, vice direttrice del Corriere della Sera, Sarah Varetto, direttrice SKY TG24, Luisa Betti, Articolo21 e Giulia.

Tante riflessioni ma anche, finalmente, tante azioni già messe in atto da emittenti televisive, quotidiani, etc... per contrastare in maniera univoca ed efficace la discriminazione di genere, la violenza contro le donne in Italia.

Di seguito il decalogo ideato dalla 27esima ora per azioni decise, semplici e utili per tutti i media.
Violenza sulle donne e ruolo dei media Cosa possiamo fare? Riflessioni in 10 punti

La presidentessa Laura Boldrini ci ha spronato tutti ad utilizzare i sostantivi differenziandoli secondo il genere: perchè i generi sono due, sottolineiamolo sempre, in ogni occasione...noi l'abbiamo presa in parola!

Alleghiamo alcuni articoli relativi al convegno e quelli usciti oggi sulle più importanti testate giornalistiche.


Intervento Laura Boldrini
"La violenza sulle donne non è una questione privata"
Femminicidio, Grasso: "Emergenza sociale". Boldrini: "Anche parole media hanno peso"
Tarantola : ''Evitare volgarità e mercificazione della donna''
servizio skytg24
vari interventi

sabato 21 settembre 2013

LA VIOLENZA SULLE DONNE

































giovedì 26 settembre 2013 | ore 17:00
Sala Laura | Officina Sociale La Siviera
via Carrara, 2 | Terni

Assemblea Terni Donne
Presentazione del Libro

LA VIOLENZA SULLE DONNE
riconoscerla, contrastarla, prevenirla

a cura di Francecsa Fanelli | Editore Morlacchi
http://www.morlacchilibri.com/universitypress/Francesca%20Fanelli%20libro-530.html

interverrenno:
Francesca Fanelli
curatrice del libro

Anna Maria Civico
collaboratrice | l'esercizio del compimento di sè

Manila Anullo
Associazione Terni Donne | operatrice antiviolenza

a seguire apericena con formula OPQ | ognuno porta qualcosa

martedì 30 luglio 2013

Per chi si ferma in città: GIROTONDO TRA DONNE Gruppo aperto di donne, in estate contro la paura e l'isolamento (gratuito) coordinato da Silvana Rosita Leali


La psicologa, psicoterapeuta, socia dell'associazione Terni Donne, ha ideato un'esperienza tra donne per il periodo estivo che si configura come un momento di riflessione ma anche e soprattutto di contrasto e prevenzione della solitudine, dell'isolamento, etc.. Attraverso questo “gruppo aperto” di donne ci si vuol rivolgere a tutte quelle donne che, in questo periodo estivo, rimangono in città. Molto spesso il periodo estivo ed in particolare quello delle ferie rappresenta un momento di grande “fragilità” poichè ci si isola nelle proprie paure, si teme di più l'apertura verso il mondo esterno, la solitudine diventa più evidente e la tendenza ad abbracciare una visione negativa dell'amore e della sensualità viene supportata da uno svuotamento delle città e al fermarsi di numerose attività che durante l'anno supportano e corroborano il soggetto. Silvana Rosita Leali propone di partire dalla lettura di alcune opere di Isabel Allende, nello specifico dall'ultimo libro “Amore”, per interrogarsi sul significato dell'incontro con l'altro o l'altra, con il maschile, utilizzando “il pensiero critico”, il pensiero della differenza, non come “essere contro” ma vissuto con leggerezza, senza intellettualismi, per aprirsi e condividere, privilegiando il sentire e l'ascolto. Tutto ciò verrà supportato dalla psicanalisi che può dare delle tracce, dei percorsi inediti e singolari per ognuna di noi. Si vuole con questo gruppo fornire degli strumenti capaci di rendere le donne più forti in un periodo in cui la donna viene svilita sia come soggetto singolo che soggetto inserito nella società. In un periodo in cui i femminicidi caratterizzano le cronache della nostra società Silvana Rosita leali propone un gruppo di auto-mutuo aiuto della sfera dell'inconscio, del nascosto, del sommerso.

Ci vediamo giovedì 1 Agosto dalle ore 21 alle 22.
Gruppi gratuiti aperti a chiunque voglia fare di se stesse e delle esperienze delle altre una risorsa. Ognuno deve portare qualcosa da “dare” alle altre, un disegno, un oggetto, una musica da ascoltare un ballo, un rebus, qualcosa da “donare” per mettersi in gioco ed impegnarsi come soggetto, nello scambio reciproco di conoscenze e saperi, in un gruppo in cui non c'è un leader, dove tutte sono pari.

GIOVEDÌ 1 agosto 21-22
poi
ogni LUNEDÌ 21 22
c/o Atelier La Maison , via Fiume 9 Terni
silvana.rosita.l@gmail.com 333.1316301

SILVANA ROSITA LEALI
Psicologa, Psicoterapeuta (iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della Regione Umbria n 518) Logopedista e Assistente Sociale. Membro del F.P.L (Forum Psicanalitico lacaniano) e Membro S.P.F.C.L (Scuola di Psicanalisi dei Forum del Campo Lacaniano) Membro Titolare S.I.Ps.A (Società Italiana di Psicodramma Analitico) e Membro titolare Labor (Laboratorio Romano Psicodramma Analitico) Lavora da anni come logopedista nel trattamento dei disturbi di comunicazione , del linguaggio ,di apprendimento dell’età evolutiva e dell’adolescenza presso U.O.Neuropsichiatria Infantile di Narni - Amelia . Ha condotto, gruppi psicoterapeutici di psicodramma analitico, come volontaria presso il Csm della Asl di Viterbo . Percorso: Ha iniziato a lavorare come assistente accompagnatrice, per il servizio pubblico rivolto ai bambini disabili alla fine degli anni 70. L'incarico era di assistere i bambini cerebrolesi, durante il trasporto dalla scuola cosidetta speciale, alla famiglia. In seguito ha partecipato alla chiusura delle scuole speciali e all'inserimento dei bambini con disabilità nelle scuole pubbliche come operatore sociale e logopedista. L'incontro con la psicoanalisi lacaniana è stato decisivo per la sua formazione. In posizione di analizzzante, ha interrogato sotto transfert il sapere dell'inconscio e ha iniziato a elaborare il desiderio dell'analista.

https://www.facebook.com/events/284744681665227/

venerdì 5 luglio 2013

“La Casa delle donne la costruiamo insieme” Assemblea Plenaria, venerdì 12 ore 18:00 Officina Sociale La Siviera - Sala Laura Via Carrara, 6 - Terni

PROGRAMMA: 

18:00
Un canto politico dal cuore del Mediterraneo
a cura di Anna Maria Civico
18:30 – 20:00
Gruppi di lavoro


finalità dei gruppi di lavoro:
- individuare un referente,
- raccogliere le proposte e le idee di attività da realizzare nella casa delle donne,
- dare una calendarizzazione delle attività.

Divisione delle partecipanti nei Gruppi di Lavoro,
ognuna può decidere di partecipare ad uno o più gruppi di lavoro:


- Educazione e Formazione
- Biblioteca e Centro di Documentazione
- Fund Rising e Progettazione
- Artigianato artistico
- Laboratori per donne e bambini (es. sartoria, danza del ventre, yoga ecc...)
- Attività Culturali ed eventi
- Comunicazione
- Servizi (sportelli, linee telefoniche, auto mutuo aiuto ecc...)

20:00 Cena
(ognuno porta qualcosa, se siete in ritardo o non ce la fate non preoccupatevi, alla fine c'è sempre un sacco di roba, alle più brutte ordiniamo delle pizze!)

21:00 – 22:00 Assemblea

i gruppi riportano in assemblea il lavoro svolto.
Non dimenticate di portare quaderni, matite, tante idee e fantasia!

lunedì 1 luglio 2013

Terni Donne vince con il progetto "Il cerchio della solidarietà" il bando promosso dal Centro di Palmetta per finanziare progetti artistici/sociali/culturali



Domenica 30 Giugno alle ore 19:30 presso il Centro di Palmetta si è svolto il primo appuntamento di "Sale in Zucca (con la cultura non si mangia!)". 
Una cena in cui sono stati presentati e votati i tre progetti selezionati ed in cui i partecipanti alla cena hanno espresso la propria preferenza. Il progetto che ha ricevuto il maggior numero di voti si è aggiudicato l’intero ricavato della serata. 
I progetti presentati e votati durante la cena sono stati: 
- CHI LEGGE SCRIVE IL MONDO
- IL CERCHIO DELLA SOLIDARIETÀ
- REARVIEW MIRROR 

TERNI DONNE HA VINTO CON IL SUO PROGETTO : Il cerchio della solidarietà

A. Descrizione del progetto

Creazione di un piccolo fondo da destinare a donne in temporanea difficoltà a cui si possa attingere per sostenere spese impreviste ed eccezionali e piccoli investimenti. Le donne che chiederanno aiuto a Terni Donne potranno accedere al fondo ma si impegneranno a restituire la somma ricevuta in modo da avere sempre e disposizione una piccola cifra per tutte coloro che ne dovessero far richiesta dopo di loro. In questo modo l'associazione intende creare una rete di auto mutuo aiuto tra donne in difficoltà, una relazione responsabile tra pari che non incentivi rapporti di dipendenza e assistenzialismo.

B. Come verrà presentato il progetto?

Nel tempo la destinazione dei soldi verrà documentata attraverso una raccolta di foto che sarà allestita, per essere visionata, presso la Casa delle donne di imminente apertura. La raccolta di foto verrà allestita cercando di mettere in evidenza la rete di solidarietà e responsabilità che si andrà creando tra le donne. Naturalmente nel realizzare la documentazione fotografica si avrà cura di mantenere la privacy delle donne che avranno avuto accesso al fondo.

C. Come prevedete di utilizzare il finanziamento per sviluppare il progetto? 

Il progetto è potenzialmente infinito (se tutte le donne restituiranno i soldi ricevuti) e potrà essere alimentato anche da altre raccolte, bandi, donazioni in modo da far diventare sempre più importante l'entità degli investimenti possibili.

D. Perché il progetto è di interesse sociale per la comunità?

E' sempre più difficile per le donne accedere a fondi solidarietà o a forme di sostegno al reddito da parte di enti pubblici. Per non parlare del credito bancario diventato ormai inaccessibile per chiunque. Questo piccolo finanziamento potrebbe mettere il primo mattone per la costruzione di un fondo reale e accessibile ma allo stesso tempo responsabile ed autoalimentato dalle donne stesse.

sabato 15 giugno 2013

Ass. Terni Donne: comunicato stampa del 15 Giugno 2013 - Per Franca, Sandita e tutte la altre donne libere


Ieri 14 Giugno 2013 a Foligno abbiamo assistito all'ennesimo attacco alle donne: si chiama femminicidio, non ha altro nome; non è un atto di gelosia, un gesto dovuto alla follia di un attimo, un raptus: SI CHIAMA FEMMINICIDIO.

Proviamo Angoscia, dolore e rabbia per l'ennesimo atto di violenza contro le donne al quale assistiamo cercando di non abbandonarci a questo terribile senso di impotenza che ci affligge.Esprimiamo la nostra vicinanza e affetto per i cari che hanno perso la vita di questa giovane donna colpevole di voler essere libera e di voler decidere della propria vita.


Il Femminicidio è «La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine -maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale- che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia».


Ancora una volta sentiamo pronunciare questa parola piena di significato non in un contesto formativo e di prevenzione ma a seguito di un fatto di cronaca, in seguito all'ennesima vittima donna italiana uccisa in quanto donna.


Il nostro territorio ha bisogno di essere “destato” da questo torpore e indifferenza nei confronti della violenza di genere.


Si dovrebbe parlare di femminicidio nelle scuole, nei circoli ricreativi, a teatro, al cinema, nei giornali per educare la popolazione e prevenire fatti come quello accaduto ieri a Sandita e a moltissime altre donne anche in Umbria che vogliamo ricordare tutte, perché non ci sono donne di serie A e di serie B.


Con l'occasione vogliamo ricordare Franca , morta ammazzata a Stifone per la quale ancora stiamo chiedendo giustizia. Franca era una donna, una donna migrante, che come molte altre viveva ai margini di una società che da una parte stigmatizza, violenta e da ultimo uccide, e dall’altra rimuove con indifferenza lo sfruttamento della prostituzione e la criminalità organizzata che lo gestisce, rendendosi così complice di ogni abuso.


L'associazione Terni donne e la rete delle donne Terni Donne vogliono cogliere l'occasione per lanciare l'ennesimo grido di denuncia, quasi sempre inascoltato, alle istituzioni, alla Regione Umbria e ai Comuni Umbri: c'è bisogno di un percorso di consapevolezza, un percorso integrato capace di creare davvero una società in cui donne e uomini possano vivere una vita dignitosa e alla pari. Anche in vista dell'apertura dei centri anti-violenza chiediamo alle istituzioni maggior presenza sul territorio, maggiori interventi volti a prevenire il fenomeno della violenza sulle donne e del femminicidio, maggior consapevolezza che questo è un fenomeno di tipo culturale e che solo attraverso un cambio radicale della cultura si potrà mettere fine a questo cancro della società, da sempre esistito e attualmente in crescita esponenziale.


Non parliamo di emergenza, ma di una costante, questo deve essere il dato più allarmante, l'emergenza richiede interventi tempestivi ma a “termine”, la costante no, richiede un lavoro assiduo, certosino, duraturo ed una volontà politica chiara e decisa.


Auspichiamo in un pronto intervento delle istituzioni ma soprattutto l'approvazione della legge regionale volta a creare una società paritetica tra donne e uomini, promotrice di una cultura dell'uguaglianza tra i generi pur nella salvaguardia delle proprie specificità. Auspichiamo anche il finanziamento a questa legge: solo così si potrà intervenire e permettere alle donne di autodeterminarsi, di essere libere di scegliere, libere di vivere, libere di essere ciò che sono.


Terni Donne

mercoledì 12 giugno 2013

COMPILAZIONE SCHEDA DISPONIBILITA'/COMPETENZE/ATTIVITA'


Buon giorno a tutt*


durante l'assemblea del 5 Giungo scorso è emersa la questione "gestione della casa" e possibilità di creare un elenco delle competenze presenti e disponibili. Questo elenco servirà ad individuare dei macro campi di azione che possano offrire alle donne "pseudo-consulenze" o "consigli utili" per affrontare diverse problematiche del quotidiano e non solo. La questione emersa è nata in seguito alla domanda “Troveranno le donne nella casa persone, esperte e competenti in grado di consigliare o aiutare fattivamente donne in difficoltà? Ad esempio in campo legale, psicologico, etc..?”

Su questa domanda si è discusso a lungo e si è convenuto che come prima cosa dobbiamo

creare una griglia da far girare nella rete in cui ognuno indica le proprie competenze e capacità, la propria disponibilità in termini di tempo, e cosa vorrebbe fare effettivamente all'interno della casa delle donne.

Raccolte queste informazioni si delineeranno i campi che possiamo coprire e da lì si cercherà di individuare una modalità con cui offrire queste competenze. Per adesso si pensava di dedicare degli orari e dei giorni, a seconda delle disponibilità personali, tipo uno sportello.

Vi chiediamo pertanto di compilare questa scheda in cui inserire le proprie competenze, le proprie disponibilità in termini di tempo e cosa vorreste fare all'interno della casa delle donne.

Anche questo file fatelo girare e pregate tutti di inviarlo a ternidonne@gmail.com

Servirà a creare un archivio di volontari* e competenze che prenderanno parte alla vita della Casa Delle Donne.
Grazie, a presto!


Terni Donne
GRIGLIA DISPONIBILITA' /ATTIVITA'

venerdì 17 maggio 2013

Aspettando la casa delle donne

Salve a tutti,

vi scriviamo per informarvi che tra qualche giorno, a Terni, la Giunta Comunale si riunirà per discutere il progetto “Casa delle Donne” presentato dall’associazione Terni Donne e decidere in merito agli spazi da assegnare per la conseguente realizzazione. La nostra attività è iniziata nel 2009, quando come associazioni, singole persone e gruppi di interesse ci siamo incontrate nell’ambito del progetto Donna Sempre del Comune di Terni. In seguito abbiamo partecipato ad un consiglio comunale aperto contro la violenza sulla donne, ed in quella sede è stato votato un atto di indirizzo che prevede l’apertura a Terni di una casa delle donne. Nel 2010 abbiamo organizzato un partecipatissimo Open Space in cui abbiamo delineato il profilo della casa delle donne, come spazio fisico dedicato alle donne che promuova il self empowerment, l’autodeterminazione ed il benessere fisico, mentale, sociale, culturale delle donne, e soprattutto favorisca l’auto-mutuo-aiuto.

Stiamo dunque aspettando questo giorno dal 2009, e finalmente il nostro costante impegno sembra dare i suoi frutti.

Non appena avremo notizie in merito vi informeremo sperando di veder concretizzarsi il progetto entro poco tempo.

A presto!

Terni Donne

giovedì 11 aprile 2013

FERITE A MORTE

Lo scorso 8 Aprile alcune di noi hanno assistito presso l'Auditorium di Roma allo spettacolo FERITE A MORTE scritto e diretto da Serena Dandini con lo scopo di " dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Per una volta, sono loro a parlare in prima persona. Come in una Spoon River del femminicidio, ognuna racconta la sua storia là da dove si trova ora e riprende vita e spessore, uscendo finalmente da una catalogazione arida e fredda".
Il ricavato di ogni spettacolo va in parte a sostegno di progetti territoriali che operano nell'ambito del contrasto alla violenza di genere.

Parte dell’incasso della serata di Roma è stato destinayo a quattro centri della rete Di.Re.:
Centro Erinna di Viterbo
Centro Donna Lilith di Latina
Centro Donna L.I.S.A. di Roma
Centro SOStegno Donna di Frascati Cocciano

"Serena Dandini, con la collaborazione ai testi e alle ricerche di Maura Misiti, ricercatrice del CNR, ha scritto una breve storia per ciascuna di loro, pensata in chiave teatrale per sensibilizzare, attraverso il linguaggio della drammaturgia, le Istituzioni italiane e l’opinione pubblica circa un fenomeno dai dati ancora incerti, ma che comporta in Italia – come ci raccontano le rare statistiche – una vittima ogni due, tre giorni. La scena teatrale è sobria. Un grande schermo rimanda filmati evocativi. Un dj in scena propone la musica che serve per voltare pagina tra un racconto e l’altro.
Sul palco, ad interpretare le vittime, le più importanti attrici italiane e donne della società civile che si alternano a dare voce a queste storie, in uno spettacolo teatrale drammatico, ma giocato, a contrasto, su un linguaggio leggero e coi toni ironici e grotteschi propri della scrittura di Serena Dandini."

E' stato uno spettacolo molto forte, drammatico, diretto, tragico, emozionante, commovente durante il quale è stato difficile trattenere le lacrime: ogni storia raccontata è riuscita a colpire e centrare la parte sensibile di ognuno di noi, smuovendo ricordi, sensazioni, creando collegamenti con la nostra vita quotidiana, riesumando esperienze passate, facendoci rivolgere il pensiero alle persone fino ad ora incontrate nell'ambito del contrasto alla violenza di genere, alle donne che abbiamo incontrato nel nostro percorso, etc..

Con questo spettacolo si è voluto lanciare un grido disperato: 

877 sono le donne vittime di femminicidio dal 2005 ad oggi (Fonte: casa delle donne per non subire violenza Bologna)
6.743.000 sono le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della propria vita (Fonte: Istat 2006)

I CENTRI ANTIVIOLENZA STANNO CHIUDENDO A CAUSA DEI TAGLI AI SERVIZI PUBBLICI
I CENTRI ANTIVIOLENZA STANNO CHIUDENDO A CAUSA DELLA MIOPIA DELLA POLITICA
I CENTRI ANTIVIOLENZA CONTINUANO AD ESISTERE GRAZIE AL VOLONTARIATO, ALL'IMPEGNO DI MOLTISSIME DONNE CHE SACRIFICANO LA LORO PROFESSIONALITA', CHE METTONO A RISCHIO LA PROPRIA VITA PER OFFRIRE UN SERVIZIO NECESSARIO E IMPRESCINDIBILE

Dobbiamo pretendere dalle istituzioni pubbliche i fondi utili per contrastare la violenza di genere, per tenere in vita i servizi come i centri antiviolenza, le case-rifugio, le case di semi autonomia, i progetti di reinserimento delle vittime nella società, ma anche per sensibilizzare i regazzi e le ragazze nella scuola, per strada, attraverso i mass media, etc..



Vi segnaliamo pertanto il link del sito di FERITE A MORTE http://www.feriteamorte.it/ da cui riprendiamo e riportiamo la recensione dello spettacolo dell' 8 Aprile scorso:
“Ferite a morte” all’Auditorium ha registrato un nuovo ‘tutto esaurito’, con un lungo applauso del pubblico ad accogliere il cast stellare che ha accompagnato Serena Dandini nelle letture di “Ferite a morte”. Un grazie alle attrici sul palco (Sonia Bergamasco, Anna Bonaiuto, Emma Bonino, Margherita Buy, Giorgia Cardaci, Susanna Camusso, Federica Cifola, Lella Costa, Concita De Gregorio, Orsetta De Rossi, Piera Degli Esposti, Donatella Finocchiaro, Iaia Forte, Emanuela Grimalda, Sabrina Impacciatore, Loredana Lipperini, Paola Minaccioni, Maura Misiti, Carlotta Natoli, Isabella Ragonese, Alba Rohrwacher, Fiorenza Sarzanini), al dj, che per questa tappa è stato Luca De Gennaro, e un grazie speciale a Piera Degli Esposti, straordinaria protagonista del palcoscenico e del cinema italiano che ci ha regalato una indimenticabile interpretazione del racconto dal titolo “Il mazzo di chiavi”.









sabato 16 marzo 2013

Il nastro nero



Il nastro nero
I
Il dottore vuole leggere le tue lettere. Dice che è importante per capire come abbia fatto io a finire  qui dentro. Per me è uno sforzo non indifferente scendere in cantina, cercare il baule e tagliare i nastri con i quali ho legato le tue lettere. Tutte legate e sigillate con un nastro nero.
A mano a mano che arrivavano le legavo con un nastro bianco o rosso: era primavera ed il bianco ricordava le gemme che stavano nascendo sui rami spogli degli alberi del giardino. L’inverno era stato molto lungo, freddo e ghiacciato.
Il rosso, inutile dirlo, era il colore dell’amore e della passione. E poi ricordava  il fuoco che eri riuscito ad accendere nuovamente dentro me.
Insomma, dal giorno in cui mi hai inviato quel laconico biglietto di addio, senza una spiegazione, ho legato tutte le tue lettere col nastro nero, le ho chiuse nel baule e portate in cantina. Legare: uso spesso questo verbo. Aiuta a capire.
A volte mi chiedo se sto sprecando più energie nell’impedirmi di scendere in cantina e rileggere le tue lettere, cosa che mi auto impongo per orgoglio oppure sarebbe meglio scendere, aprire, rileggere ed inviare un biglietto per chiederti spiegazioni. L’orgoglio costa energia,  ha un duro prezzo e mi sento sfinita.
E poi sono stanca, stanca di parlare ed anche di scrivere. Ci siamo scritti tanto io e te. Lunghe, infinite lettere d’amore. Intervallate dai silenzi che lei ci imponeva o forse tu mi imponevi.
Quella passeggiata al mare non riesco a scordarla.
Come non dimentico le tue parole.
Non dimentico neanche gli occhiali che toglievi per baciarmi, non dimentico le frasi d’amore ed i tuoi sempre. Per sempre.
A proposito di occhiali: li conservi ancora i miei nel cassetto della scrivania del tuo studio? O li hai gettati via così come hai fatto col nostro amore?
A volte mi chiedo come fai a vivere senza di me: un taglio netto, rapido e tutto il nostro amore è scomparso nel nulla.
E poi il silenzio, un silenzio che mi da malinconia e dolore.
La pia donna ha vinto e nella sua vittoria le stringo la mano.
Bisognerebbe uccidere capretti per festeggiare il ritorno all’ovile.
Ed un coltello puntato sulla gola.
Un taglio netto: da chirurgo.
Un taglio maschile: ma io sono donna.
Comunque ci ho provato ed anche se i lembi della ferita erano smerlati come un fazzoletto ricamato, il sangue è sgorgato copioso e rosso. Come la passione.
E dovrei scendere  in cantina ad aprire il baule, ma sono stanca. Tanto.
Della ferita sul collo è rimasto un sottile ricamo rosa, sfizioso come i merletti sulle gonne delle bambole: ma ora mi fanno male i polsi. Quelli però non ho cercato di aprirli con un  taglio maschile: me li hanno legati con la scusa di evitare che le mie velleità da chirurgo facciano il bis sulla mia gola.
E pensare che volevo solo uccidere il capretto per aiutarla a  festeggiare il tuo ritorno, tra una messa e un'altra, tra una preghiera e l’altra, tra un tradimento e l’altro.
Si, perché tu la tradisci ancora. Con un'altra che crederà di vedere gemme bianche sui rami e rosse processioni di passione nel venerdì santo.
Il dottore vuole leggere le tue lettere.
Ma io le lascio laggiù, legate al nastro nero.

II

Ormai devo scendere. Scendere nel pozzo. E’ un percorso obbligato.
I polsi sciolti dai lacci fanno meno male. La cicatrice orna il collo coi suoi merletti  rosa ed in apparenza tutto procede come nei migliori manuali di  psichiatria.
Paziente in via di guarigione, dice il dottore.
Posso uscire dalla stanza e vedere la tv con gli altri. Ma la tv è proprio una moderna diavoleria tecnologica. Ti scaraventa nel pozzo, senza neanche tu te ne accorga.
Sto tranquilla. All’improvviso ti vedo: occhiali, fede al dito, voce melliflua. Sguardo nervoso, mobile, lo stesso che avevi quando mi incontravi ed avevi terrore di essere scoperto.
L’inquadratura si sposta ma l’operatore non risparmia la tua mano, sul lato destro dello schermo, una mano mollemente poggiata sul tavolo, la fede che brilla. Segno di fedeltà.
Ed io inizio a cadere nel pozzo
Precipito ma cado leggera, oppongo le mie deboli forze alla pietra che hai legato ai merletti rosa del collo. Legata al nastro nero. Nel frattempo  le pareti del pozzo si illuminano.
E vedo.
Antilopi, felini, cervi.
Corpi di donne incinte, visi maschili e profili animali
E’ il solstizio d’estate, i raggi al tramonto entrano ed il sole morente contrassegna i contorni, ne marca le corna, il muso, gli occhi, la pancia.
Il grande uro è lo Scorpione, i cavalli  la costellazione del Sagittario.
Graffiti  per un luogo di culto.
E’ il regno dei morti e la grande madre  nasconde i corpi celesti prima che questi rinascano.
Intanto  io cado.
E ti vedo, antico sciamano nel luogo sacro,  incontro di spiriti divini
Consumi i tuoi  riti iniziatici,  propiziatori alla caccia.
La caccia alle streghe. Alla strega che precipita nel fondo del pozzo.
Il  pozzo nero  in cui mi hai rinchiuso, mancando di rispetto alla Madre terra.
Dovrei bruciare al rogo, per il beneplacito delle  pie donne che curi col  tuo tamburello.
E la spina di pesce per entrare, entrare nel mondo degli spiriti.
E’ un attimo.
Prendo una sedia.
E’ un attimo.
Un volo violento e rapido.
E’ un attimo.
Un lampo lambisce la tv
E’ un attimo.
I polsi ora fanno male: avvolti nuovamente al nastro nero.

III

Sono tornata al mare e la dama [1] mi guarda. Come sempre.
Vedo giovani famiglie fare il bagno al largo. Bimbette dalle treccine bionde, avvinghiate ai loro papà, giocano con l’acqua e la felicità sembra abitare le loro vite come se nulla fosse.
Forse sei al mare anche te, con la tua bimba abbracciata e lei che vi sorveglia da lontano.
E sorride, soddisfatta del quadretto familiare.
Il dottore ci ha permesso di trascorrere una giornata al mare, tra sabbia e sole.
Io non ne ho tanta voglia, la mia pelle bianca dentro al costume vecchio e slabbrato cozza con i corpi atletici ed abbronzati dei villeggianti. Ma il dottore ha insistito, dice che mi fa bene.
Sono bianca, come bianca è la sagoma della dama che si getta dal dirupo per raggiungere il suo principe innamorato. Ed annegare.
Sono bianca come i nastri con cui impacchettavo le tue lettere d’amore. E poi morire.
Mentre l’infermiera ci conduce nel luogo dove possiamo fare il bagno, vedo alcuni cani bagnini.
Hanno giubbotti salvataggio rossi, come i nastri che alternavo nell’impacchettare le tue lettere.
Salvano vite che rischiano di annegare, ma lei non sono riusciti a salvarla: la dama ha voluto morire.
Mi sento impacciata, mente cammino con i sandali di gomma ed il costume sbiadito e largo, la cicatrice rosa è sempre sul mio collo, i polsi e le caviglie  ombrati dai segni dei nastri neri con cui il dottore ha voluto tenermi in vita. Per forza e mio malgrado.
Scendo piano piano nel mare, con i sandali di gomma ed il costume slabbrato che si gonfia d’acqua. L’infermiera mi tiene d’occhio: ha timore che cerchi di annegare.
Mi avvicino ai gruppetti di famiglie felici,fingo di nuotare e stare bene: ed intanto osservo i papà.
Faccio piroette e mi fingo felice. L’infermiera non mi perde d’occhio.
Alzo lo sguardo verso la dama bianca e la vedo che precipita nel buco nero di un mare profondo e blu. Piange mente vola ed io mi sento meno sola.
Le grida dei bimbi che giocano nell’acqua sono forti e stridule. Sembrano garruli uccelli.
Remoti ricordi di studi liceali si insinuano nella mente fino ad affollarla e sento gli uccelli cantare la veglia di Venere:
“Ami domani chi non amò mai: domani ami chi amò.
Ecco già sotto alle finestre i tori stendono i loro fianchi,
sicuro ognuno del nodo coniugale ond’è avvinto.
Intanto te ne stai al sicuro in famiglia ed io sola, al mare, con il costume slabbrato e la pelle bianca.
Sotto l’ombra coi mariti ecco i greggi belanti delle pecore:
e pure gli uccelli canori non volle la dea che tacessero.
Ed anche lei, pia donna beata accanto a te, ascolta il canto degli uccelli divini.
Già i garruli cigni riempiono gli stagni del loro rauco strido,
all’ombra del pioppo echeggia il canto della fanciulla
Tua figlia, cigno innocente,  gioca gridando  fra le onde e  il canto della fanciulla giunge alle tue orecchie
sì che tu credi che sensi d’amore ella esprime con la gola armoniosa
anziché lamentare la sorella per il barbaro marito
Io, la mia gola, ho tentato di tagliarla con armonia femminile per aiutare lei, sorella mia di genere, ed assolvere te, amore mio infedele
 Lei canta e io taccio.
Quando viene la mia primavera?

Quando sarò come la rondine e finirò di tacere?
Ho perduto tacendo il mio canto, e lui non mi considera più.
Il silenzio così mi  perdette
 
Ami domani chi non amò mai: domani ami chi amò. [2]
Adesso finalmente grido, creando spavento tra i cigni garruli che giocano con i loro papà.
Lei intanto sorveglia da lontano, soddisfatta del quadretto familiare.
Faccio un balzo in avanti, con la mano afferro il collo bianco del cigno, spingendolo con tutte le forze verso il fondo.
Il buco nero del mare blu e profondo si apre. Come si aprì la mia gola.
Sento mani che mi afferrano, la dama bianca mi sorride, l’uccello dalla chioma d’oro strepita terrorizzato, il toro si infuria e la pecora disperatamente bela.
Poi il buio: ora sono qui, sudata e piena di lividi,  i polsi e le caviglie legati al nastro nero, come sempre.
IV

Sono passati quattro mesi dalla giornata trascorsa al mare, è novembre, gli alberi sono spogli e le foglie caduche danzano al ritmo di un vento carico di dolore.
Il dottore mi ha convinto a riprendere a dipingere. Una volta, prima che ti incontrassi, ero una brava pittrice.
Ora i miei quadri sono tutti bianchi e rossi, come i nastri che legavano le lettere. Lettere ormai sepolte in cantina, in un baule legato al nastro nero.
Le pareti della mia cameretta sono nude e spoglie. Come gli alberi.
I miei polsi bluastri: come i segni del nastro nero.
Il dottore ha avuto l’idea di organizzare una mostra: vuole che io esponga i miei quadri.
Mi convoca nel suo studio: mi chiede se sono d’accordo a far presentare i miei lavori da un famoso luminare, esperto di cromoterapia e fa il tuo nome.
Atterrita balbetto qualcosa, farfuglio scuse ma non esagero per non insospettirlo. Come sempre tento di tutelare la tua privacy e non accostare il mio nome al tuo. Ti salvo sempre e con te, salvo lei.
Lui insiste, sei tra i professionisti più esperti del settore. Sarebbe un vero onore per me e per tutta la clinica se tu venissi ad inaugurare la mostra.
Mi arrendo: troppa reazione contraria desterebbe sospetti.
Mi sento inerme e indifesa: sicuramente penserai che è un’altra delle mie diavolerie per incontrarti. E pensare che invece ho tentato di togliere il disturbo, tagliandomi la gola. Ma il dottore mi ha salvato.
Da luglio sto meglio, il dottore non ha più usato il nastro nero ed ora non voglio ricadere nel pozzo a causa tua.
Ma il destino mi è avverso, mi impone la tua presenza.
Sconfitta rientro in camera e tento di dormire.
V
Questo silenzio è assordante: invade le mie orecchie.
Lo stesso silenzio che accompagnava le domeniche e i periodi di festa.
Avevi affittato una piccola casa tutta per me, con il giardino, ma la dimora del nostro amore, col tempo, si era trasformata in una gabbia dorata.
Niente telefono, niente visite nelle feste comandate, solo attese e silenzi.
Silenzi che testimoniavano abnegazione e fedeltà. La mia.
Tu vivevi, io sopravvivevo. Respiravo piano piano per non soffocare e ascoltavo il silenzio.
Lo stesso silenzio di questa notte di veglia.  
Lentamente arrivano al mio orecchio musica e strofe di una canzone che conosco.
“Me ne sto lì seduta assente con un cappello sulla fronte e cose strane che mi passan per la mente. Avrei una voglia di gridare ma non capisco a quale scopo poi d'improvviso piango un poco e rido quasi fosse un gioco”
Nessun cappello per me, solo pensieri strani. Vorrei gridare, piangere e ridere ma ho timore che il dottore mi leghi al nastro nero, polsi e caviglie bloccate.
“Se sento voci non rispondo e vivo in uno strano mondo dove ci son pochi problemi dove la gente non ha schemi. Non ho futuro né presente e vivo adesso eternamente il mio passato è ormai per me distante”
Non ci sono voci questa notte. Tutto è silenzio, il silenzio assordante che i farmaci donano a chi non ha schemi  a cui obbedire né regole da seguire.
Io però  uno schema lo avrei, anzi un progetto per il futuro: riuscire a vivere senza te e senza il nastro nero del dottore.
Nel passato nastri bianchi e rossi, come la primavera e la passione.
Nel presente  nastri neri.
Nel futuro nessun nastro: né bianco, né rosso, tantomeno nero.
“Ma ogni tanto sento che gli artigli neri della notte mi fanno fare azioni non esatte. D'un tratto sento quella voce e qui comincia la mia croce vorrei scordare e ricordare la mente mia sta per scoppiare”
Quando ho sentito la tua voce in tv, sono caduta nel pozzo nero.
“E spacco tutto ciò che trovo ed a finirla poi ci provo tanto per me non c'è speranza di uscire mai da questa stanza. Sopra un lettino cigolante in questo posto allucinante io sogno spesso di volare nel cielo. Non so che male posso fare se sogno solo di volare io non capisco i miei guardiani
perché mi legano le mani.”
E il dottore mi ha legato i polsi per farmi vivere.
“E a tutti i costi vogliono che indossi un camice per me le braccia indietro forte spingo e a questo punto sempre piango”
Ora  piango anche io: non voglio che tu venga a parlare di me e dei miei quadri. E Mina canta ancora….
“Mio Dio che grande confusione e che magnifica visione un'ombra chiara mi attraversa la mente.
Le mani forte adesso mordo e per un attimo ricordo che un tempo forse non lontano qualcuno mi diceva t'amo”
“Ti amo” – E’ la tua voce. Sei proprio tu.
“In un addio svanì la voce scese nell'animo la pace ed è così che da quel dì io son seduta e ferma qui”[3]
Il tuo addio fu un laconico biglietto e poi il silenzio. Come sempre. Ma ora sei qui e stai dicendo che mi ami.
Finalmente ti vedo:  ti vengo incontro ma ti allontani, cammini all’indietro e mi sorridi.
La porta della mia cameretta è chiusa. Tu intanto sorridi e cammini, cammini all’indietro e ti avvii nel passato.
In quel passato dove ci siamo noi, pronti a  riprendere la  nostra vita, a  tornare nella piccola casa con il giardino, con i silenzi, con i tuoi arrivi improvvisi e le repentine partenze.
“Va bene, amore mio ” -  dico -   “Ci sto. Eccomi”
Mi metto a correre, solo la porta ci divide. Un tonfo sordo e improvviso. Poi il buio.
VI
Non è facile tornare nel passato dove tu mi attendi.
Devo aspettare che le gambe fratturate guariscano.
L’ingessatura ha impedito al dottore di mettere il nastro nero alle caviglie, però i polsi non me li ha risparmiati: non erano rotti e le mie mani erano libere.
Libere di strappare l’ingessatura, alzarmi da questo letto e venire da te.
Libere di cercare un coltello e tagliarle  la gola. Si, perché lei senza te non può vivere. Come io non potevo vivere  senza te.
Sei venuto qui e hai fatto la tua scelta.
Hai scelto me. Ed io non voglio che lei soffra.
Appena posso metto fine al suo dolore.
Io il mio dolore lo ricordo bene, nitido come una foto in bianco e nero, preciso come un cronometro, opprimente  come il nastro nero che blocca i miei polsi. 


 Chiara Passarella





                                


[1] Al Castello di Duino, eretto su un aspro promontorio tra Monfalcone e Trieste, è legata la leggenda della “dama bianca”, ispirata da una roccia candida che, vista dal mare, sembra una figura femminile avvolta in un lungo velo.”Verso l'ora degli spiriti la Dama Bianca si stacca dalla roccia e comincia a peregrinare. Per tre volte appare e per altrettante scompare nelle cupe sale del castello. Passa attraverso le porte chiuse, vaga di sala in sala rimanendo in un silenzio profondo fino all'alba, quando, abbandonato il castello, ritorna alla sua roccia, dove il cielo, impietosito dalle sue grida, la trasforma in pietra.

[2]Inno a Venere e all’Amore” “ Pervigilium Veneris” -  poemetto tramandato dall’Anthologia latina   – Autore ignoto

[3] testo della canzone di Mina  “Sognando “ – Autore: Don Backy