domenica 30 dicembre 2012

Bando di concorso Lune di Primavera 2013- concorso letterario e d'arte

Bando di concorso Letterario Lune di Primavera 2013

Vi informiamo che sono aperte le iscrizioni per il 23° concorso di poesia Lune di Primavera promosso dal Comitato Internazionale 8 Marzo.

Possono partecipare donne:

A)  immigrate  di 1^ e 2^ generazione
B) emigranti contemporanee, figlie  e/o nipoti di emigranti italiani del secolo scorso
C) tutte le donne, di ogni nazionalità e cultura, che amano esprimersi con la scrittura.

regolamento: 
Lunghezza consentita elaborati letterari: max 700 righe.(80 battute a riga).
 Poesie n°3 componimenti.



Concorso Premio Mostra d’Arte Contemporanea

Concorso Premio Mostra d’Arte Contemporanea:  Pittura- scultura-installazioni- fotografia-

Tema guida:  La diversità , una ricchezza nell’arte  come nella vita
La partecipazione al Concorso: Mostra d’Arte contemporanea, «Lune di Primavera 2013, è aperta a tutte le donne, di qualsiasi nazionalità e cultura, ovunque residenti.

Sezioni:
A-  artiste che abbiano un loro curriculum di eventi, mostre personali o collettive a cui hanno partecipato.
B- giovani artiste, studenti di accademie, istituti  d’arte, scuole artistiche, autodidatte.

Regolamento:
Le Artiste, così individuate, che intendono partecipare al Concorso debbono inviare l’adesione, entro e non oltre il 31 marzo  2013, esclusivamente via mail.
-le immagini inviate debbono essere in formato JPG della dimensione massima di 300 Kb
-le immagini vanno accompagnate da titolo dell’opera, dimensioni, tecnica, anno di esecuzione, il tutto corredato dal curriculum artistico completo e cenni autobiografici. Se posseduto, il proprio sito web, da nome e cognome + indirizzo postale E-mail, numero telefono

Speriamo di vedere qualcuna di noi partecipare! 

lunedì 17 dicembre 2012

FIACCOLATA PER FRANCA, MERCOLEDI 19 DICEMBRE 2012 ORE 17, VIA DOGA 57, NARNI SCALO


SI CHIAMA FEMMINICIDIO ANCHE QUESTO!


Domenica 9 Dicembre 2012 alle porte di Narni, precisamente a Stifone, è stata trovata una donna uccisa, si chiamava Franca, era una giovane di 27 anni e veniva dalla Nigeria. Franca era una vittima della tratta come molte altre donne che vivono il nostro territorio.
La violenza che ha segnato questa vita ci lascia profondamente turbate, indignate, offese, perché Franca era prima di tutto una donna, una donna migrante, che come molte altre viveva ai margini di una società che da una parte stigmatizza, violenta e da ultimo uccide, e dall’altra rimuove con indifferenza lo sfruttamento della prostituzione e la criminalità organizzata che lo gestisce, rendendosi così complice di ogni abuso.
Le donne di questo territorio, ancora impreparato ad affrontare il tema della tratta, si mobilitano oggi per dare il primo segnale di denuncia e di presa di posizione, affinché le istituzioni e la cittadinanza si prendano carico e si responsabilizzino rispetto alla tutela della vita di tutte le donne, come quella di Franca.
Questa non è una morte di scarto, non è un evento al di fuori della normalità, caratterizzato da particolari condizioni: anche questo SI CHIAMA FEMMINICIDIO. E’ morta una donna, una figlia, forse una madre, uccisa per mano di qualcuno, per il fatto di essere donna; non è morta una prostituta, non è morta una straniera, E’ MORTA FRANCA.
Mercoledì 19 dicembre alle 17,30 saremo in strada per dare a Franca un ultimo saluto, per chiedere con forza alle istituzioni di tutelare la sua dignità di donna, attraverso azioni concrete di tutela legale e ricerca della verità. Chiediamo anche che la sua salma possa essere rimpatriata per darle una degna sepoltura.
Vogliamo partire da qui per aprire un percorso di riflessione sul fenomeno della tratta, per poter fare in modo che il territorio sia nelle condizioni di prevenire, intervenire e tutelare consapevolmente tutte le donne. Vogliamo farlo per dare un senso a questa morte.
APPUNTAMENTO PER MERCOLEDI' 19 DICEMBRE 2012 ALLE ORE 17:00 PRESSO LA SEDE DELLA COOPERATIVA CIPSS IN VIA DELLA DOGA 57 A NARNI SCALO (TERNI).
PROMUOVONO: COOPERATIVA CIPSS, TERNI DONNE, FORUM DONNE AMELIA
ADERISCONO: ANTIGONE – DONNE PER NARNI CITTA’ PLURALE, ARKAN INTERCULTURA, CANTIERE D’ARTE, ALBERO DI ANTONIA, ASSEMBLEA DE-GENERE, ASSOCIAZIONE LIBERAMENTE DONNA, ASSOCIAZIONE ARTO’, ASSOCIAZIONE CANTIERE D’ARTI, NASCERE IN CASA UMBRIA, ASSOCIAZIONE I SEMI DEL SAPERE, ASSOCIAZIONE IL PETTIROSSO, CIVILTA’ LAICA, ASSOCIAZIONE IL PROGETTO, ASSOCIAZIONE FIORE BLU


domenica 18 novembre 2012

...scambiAMO...


...scambiAMO...

sabato 24 novembre 2012 dalle 9:00 alle 13:00, dalle 16:00 alle 19:00 e dalle 21:00 alle 23:00
nell'ambito della festa dell'Associazione Terni Donne


c/o Centro Socio Culturale di Via Aminale, 22 - Terni


Terni Donne in collaborazione con Pan Pot e CAG S.Ephebo organizza una giornata di libero scambio di oggetti usati

Con questa Inizaitiva intendiamo valorizzare gli oggetti usati, infatti crediamo che scambiando e riutilizzandoo gli oggetti senza farli diventare spazzatura, possiamo aiutare in modo semplice e concreto gli altri e l'ambiente.

COME FUNZIONA:
In cambio di ogni oggetto che porterai da scambiare, riceverai un buono da utilizzare per prendere qualcos'altro che può esserti utile.

Sono ben accetti per lo scambio vestiti per bambini, giochi, accessori, arredo infanzia e anche tutti i tipi di oggetti utili, accessori, arredamento per la casa di piccole dimensioni etc. Non raccogliamo attualmente vestiti da donna ma quelli premaman si.

Raccogliamo maschere da carnevale, abiti da neve ed abiti da sera per bambini anche da poter prestare.
I vestiti portati devono essere attinenti alla stagione e gli oggetti e i giochi devono essere in ottimo stato...
non ci portate mmonnezza perche’ ci costa fatica smaltirla!

Potete consegnare gli oggetti da scambiare e ritirare i buoni in Via Aminale, 22 e presso il Pan Pot (Strada Camminata, 40) dal 19 al 23 Novembre dalle 16.00 alle19.00

Il 24 novembre sara’ possibile effetuare lo scambio durante gli orari di apertura. A fine giornata tutto il materiale rimasto sara’ portato al Sant’Efebo, dove sara’ possibile continuare lo scambio o prendere in prestito giochi, maschere etc.

Naturalmente sarà anche possibile regalare gli oggetti.

Continuerà anche lo SCAMBIO DI LIBRI!
Portateci libri significativi per voi, per la vostra vita che volete condividere con altre donne in cambio di altri libri significativi ed importanti... creiamo una rete di relazioni tra donne con al centro i LIBRI!

domenica 11 novembre 2012

Intervento Terni Donne al convegno "Il buon medico non obietta"

A nome dell’Associazione Terni Donne do il benvenuto a questo convegno organizzato con la collaborazione dell’associazione culturale Civiltà Laica e dell’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) per affrontare quello che, nonostante gli anni che ci separano dal referendum sulla legge 194 (1978), dimostra di essere ancora oggi un grande problema.



L’obiezione di coscienza è stata introdotta nel 1978 insieme alle legge 194 con lo scopo di garantire la possibilità di agire secondo coscienza al personale che già esercitava nelle strutture pubbliche. Oggi, dopo trentaquattro anni dall’introduzione della legge, il numero degli obiettori è talmente elevato da renderne a dir poco impossibile l’applicazione. Questo costringe molto spesso le donne che vogliono sottoporsi ad interruzione di gravidanza a dover cambiare città o regione per eseguire un intervento che alcuni continuano a chiamare “il comodo rifiuto del figlio scomodo” (la citazione è ripresa dal comunicato stampa del Comitato Verità e Vita del 23 giungo 2012), compiendo un vergognoso e violento attacco verso la dignità di ogni donna ed ignorando ogni principio di autodeterminazione. Apprezziamo e sosteniamo l’analisi proposta da chi considera l’obiezione di coscienza all’interno delle pubbliche strutture sanitarie come un’attività di boicottaggio di una legge dello Stato (ricordiamo, ancora laico), in quanto limita (e in molti casi nega) l’accesso ad un servizio sanitario che deve essere garantito, rispettando tempi e modalità precise. A chi sostiene che lo Stato deve lasciare i propri cittadini liberi di assecondare la propria coscienza, rispondiamo che la professione medica nelle strutture pubbliche si esercita per libera scelta e, che, esercitare la propria professione in una struttura pubblica, significa abbracciare a priori e di conseguenza applicare tutte le leggi che questo stato emette senza frapporre istanze finto moralistiche legate ad un ottica di comodo e a fini carrieristici. Terni Donne sostiene la campagna IL BUON MEDICO NON OBIETTA, promossa dalla Consulta di Bioetica Onlus, a sostegno dei ginecologi non obiettori e dei diritti delle donne.

Condividiamo profondamente l’obiettivo della campagna, ovvero quello di mettere in discussione la legittimità del diritto all’obiezione.

Apprezziamo la riflessione di Civiltà Laica che, nell’articolo redatto da Alessandro Chiometti offre un parallelo interessante con le circostanze in cui l’obiezione di coscienza veniva applicata alla leva militare prima che questa venisse abolita: chi si sottraeva all’obbligo di leva, non aveva la possibilità di accedere a professioni che prevedevano l’utilizzo di armi.

Avendo partecipato alle audizioni organizzate negli ultimi mesi dalla Regione Umbria in merito alla legge regionale “Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini” , avremmo voluto leggere una proposta più coraggiosa rispetto all’ambito sanitario, che prevedesse anche la regolamentazione dell’accesso alla professione medica nel rispetto di quanto previsto dalla legge 194. Avremmo anche apprezzato una maggiore sensibilità per quanto concerne l’aborto farmacologico, che in questa Regione viene ancora praticato in regime di ricovero, nonostante le ripetute richieste di adeguamento alla consolidata esperienza di altri Paesi europei che prevede la somministrazione della RU 486 in regime di Day Hospital.

Chiediamo agli interlocutori politici intervenuti in questa sede di esprimersi in maniera chiara ed incisiva sui temi proposti, al di là di quello che a nostro avviso viene troppo spesso utilizzato come strumento di propaganda senza alcun seguito, come abbiamo visto dalle dichiarazioni dell’Assessore Regionale alla sanità, che a giugno esprimeva la volontà di convocare un tavolo di confronto per affrontare il problema legato all’elevato numero di medici obiettori in questa regione….stiamo ancora aspettando…..

martedì 6 novembre 2012

Il buon medico non obietta - convegno


“Il buon medico non obietta”, questo il titolo del convegno che sabato 10 novembre alle ore 15,30 presso la Sala Rossa di Palazzo Gazzoli di Terni, tratterà un tema di grande attualità e urgenza che riguarda il diritto delle donne all'interruzione di gravidanza. Presto in Italia l'aborto non si potrà più praticare a causa del sempre crescente numero di obiettori di coscienza. I ginecologi obiettori sono ormai più dell’80% e l’obiezione di coscienza cresce anche tra gli anestesisti e le ostetriche, superando ormai abbondantemente il 50 % e per le donne diventa ogni giorno più difficile vedersi rispettare un loro diritto sancito dalla legge.
 Con il convegno, organizzato da Civiltà Laica, UAAR (Unione atei e agnostici razionalisti) e Terni Donne, si cercherà di capire cosa si può e si deve fare, incoraggiando un dibattito pubblico sulla legittimità del diritto all’obiezione di coscienza a più di trent’anni dall’approvazione della legge sull’interruzione di gravidanza e rendendo più chiaro che il buon medico non è quello che non pratica le interruzioni di gravidanza ma quello che sta vicino alla donna e non la lascia sola in un momento delicato.

Interverranno:

la dottoressa Giovanna Scassellati, Direttrice del reparto Day- hospital - Day-surgery del San Camillo-Forlanini di Roma,

Ginecologa del Direttivo della LAIGA ( Libera Associazione Italiana Ginecologi per la Applicazione della legge 194/78 sull'interruzione volontaria di gravidanza),

la Dottoressa Marina Toschi, Segretaria di AGITE ( Associazione Ginecologi Territoriali ) dal 2000 al 2012 e Consigliera di Parità alla Regione Umbria,

la dottoressa Rita Squarcetti, Ginecologa, Responsabile del Centro Salute Narni-Amelia,

il Dottor Quintino Rozzi, medico chirurgo presso l'Ospedale di Terni,

l'onorevole Giovanni Russo Spena di Rifondazione Comunista,

Bia Sarasini del forum diritti di Sinistra Ecologia e Libertà,

il Dr. Saverio Lamanna, responsabile dell'area Sanità del Partito Democratico di Terni.

Coordinerà i lavori la Dottoressa Cecilia M. Calamani, Direttrice Responsabile della testata “Cronache Laiche”.


Per informazioni: info@civiltalaica.it, ternidonne@gmail.com

venerdì 26 ottobre 2012

LIBERE DI SCEGLIERE

Dopo aver realizzato diverse attività, promosso spazi di confronto e di protagonismo femminile ed aver posto all'attenzione della città alcune importanti tematiche quali quella della violenza di genere ed in particolare della violenza domestica su donne e bambini, sentiamo oggi il bisogno di dare una veste più formale e democratica alla rete Terni Donne e decidiamo perciò di costituirci nell'Associazione di Promozione Sociale “Terni Donne”.

La nostra città merita che la voce delle donne sia una voce autorevole e forte in grado di rappresentare diverse generazioni, sensibilità, opinioni, tematiche, bisogni e desideri ed è quello che ci prefiggiamo di continuare a fare con la costituzione dell'associazione in modo sempre più qualificato e forte.

Il vuoto, la mancanza, l'assenza delle donne dai vari contesti istituzionale, culturale , economico e pubblico, l'esclusione, la marginalizzazione, l'autoisolamento delle donne dai luoghi destinati all'assunzione di decisioni e responsabilità sta determinando nel nostro territorio e nella nostra comunità un'involuzione sociale e culturale e le prime a farne le spese sono proprio le donne.

L'associazione è uno strumento che ci diamo per accordare le nostre voci sulla stessa tonalità per poi amplificarla e diffonderla in modo da essere esempio e aiuto per le altre donne e spronarle a prendere la parola ed assumere un ruolo più attivo e da protagoniste della loro vita e nelle relazioni con gli altri.

Dall'inizio la rete ha avuto un obiettivo chiaro che rimane ancora valido: la nostra città merita una Casa delle Donne in cui si possano agire relazioni e attività differenti, in cui si possa dare forma all'alternativa di genere, in cui donne di diverse generazioni e di differente provenienza possano incontrarsi e far nascere esperienze significative e liberanti, in cui ognuna si riconosca nell'altra e possa contemporaneamente valorizzare la propria individualità, in cui sia possibile trovare accoglienza anche per bambini e bambine e uomini che vogliono scegliere un modo d'essere libero da stereotipi e luoghi comuni.

L'obiettivo è chiaro, ottenere uno spazio per costruire la Casa delle Donne, l'orizzonte culturale nel quale ci muoviamo è quello della libertà di essere, muoversi, vivere, agire consapevolmente e responsabilmente, quello della libertà di scelta per ognuna, quello che ci manca sono i mezzi, ed è anche per questo che oggi decidiamo di costituire l'associazione. Questo percorso alimentato dai desideri di tante donne, un percorso di rete che abbraccia l'esperienza di associazioni e gruppi informali non si arresta dunque e in autunno si rilancia con l'avvio delle attività culturali e sociali dell'associazione: laboratori teatrali, scambio di oggetti per l'infanzia, scambio di libri, istituzione della biblioteca di genere, servizio di orientamento contro la violenza, esperienze di incontro e scambio di saperi artigianali... abbiamo intenzione di organizzare una grande festa in modo da coinvolgere tante donne nel percorso associativo e di raccogliere i fondi necessari per finanziare le attività che intendiamo promuovere, la fase costituente dell'associazione è stata entusiasmante, trenta tra persone ed associazioni hanno deciso di fondare l'associazione ed ora ne vogliamo far entrare tantissime, aprirci completamente nella speranza di poter dare un segnale concreto anche al mondo dell'associazionismo!

A breve parteciperemo alla discussione sulla legge regionale sulle politiche di genere, seguiremo con interesse l'istituzione di due nuovi centri antiviolenza e non mancheremo di sottolineare mancanze più o meno consapevoli affinché venga assicurata la piena libertà di ogni donna sulla propria vita come nel caso della mancata promulgazione dei regolamenti necessari affinché si possa scegliere di abortire tramite pillola abortiva invece che sottoporsi ad intervento chirurgico o come nel caso della mancata approvazione della proposta di legge regionale "Norme per la tutela del percorso nascita e del parto naturale nelle strutture ospedaliere, nelle case maternità e a domicilio” che intende garantire a tutte le donne il diritto alla libertà di scelta del luogo del parto!

Chiunque volesse contattarci per proporre attività, gruppi, problemi e questioni può farlo scrivendo alla nostra email ternidonne@gmail.com, oppure tramite facebook dove abbiamo sia un account che un gruppo, è online anche il nostro nuovo blog: http://ternidonne.blogspot.it/